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lunedì 28 novembre 2011

La Borsa delle Interviste: il progetto "Per Grazia Ricevuta"


Da giovedi scorso, 24 novembre, presso il bookshop della Galleria Civica di Modena (Palazzo Santa Margherita) sono in vendita le borse e gli accessori del nuovo brand "Per Grazia Ricevuta", realizzati con teloni pubblicitari, vele e striscioni messi a disposizione dalla Galleria Civica e dal Museo della Figurina. Si tratta di un marchio appena nato dalla collaborazione tra la Galleria e l'Istituto Superiore Cattaneo-Deledda di Modena. Il progetto alla base di questo brand si deve alla creatività di studenti e insegnanti che hanno ottenuto il secondo posto, su 85 concorrenti da tutta la regione, al concorso di idee "Io Amo i Beni Culturali", indetto dall’Istituto per i Beni Culturali e dall'Assessorato Scuola, Formazione Professionale, Università e Ricerca, Lavoro della Regione Emilia-Romagna. Responsabile di questo progetto è la professoressa Raffaella di Iorio, che ho raggiunto via mail per un'intervista e alla quale dò il mio benvenuto su questo blog.


"Per Grazia Ricevuta" è tra i vincitori del concorso "Io amo i beni culturali". Come mai avete presentato proprio questo progetto di creazione e realizzazione di borse fatte con teloni in pvc riciclati? Qual è il collegamento con i beni culturali?

Il progetto "Per Grazia Ricevuta” è finalizzato, attraverso la costituzione di una Associazione Scolastica Cooperativa, alla progettazione e realizzazione di prodotti moda e gadget da commercializzare nel bookshop del museo riutilizzando i teloni pubblicitari delle mostre/eventi della Galleria Civica di Modena e del Museo della Figurina. L’arte contemporanea diventa, così strumento di valorizzazione della creatività giovanile e dello spirito di imprenditorialità. Sviluppando, infatti, i concetti di recupero e di riuso, la cooperativa scolastica intende produrre una linea di prodotti-moda (Ethical Shopping) con materie riciclabili (banner pubblicitari delle mostre) rispettosi dell'ambiente, legate al territorio e ad alto valore culturale: un prodotto fashion può essere a basso impatto ecologico, di qualità e “local”. Il progetto crea “impresa”, diffondendo i principi cooperativi insieme alla conoscenza della realtà produttiva e museale e alla sperimentazione di percorsi di progettazione e di realizzazione tecnico-operativi.