mercoledì 19 novembre 2014

Pochette...di pelo di cane. Le indossereste mai?


Courtesy of Fur you by Doris 
Questo è il riciclo creativo piu' assurdo di cui abbia mai sentito parlare. Per questo blog navigo sempre in cerca di curiosità, e negli anni ho scoperto borse fatte con i materiali più disparati: sedili di aerei, divise di hostess, ombrelli, perfino borse dell'acqua calda. Ma il materiale di cui vi sto per parlare ora non l'avevo ancora sentito e soprattutto mi fa anche un po' senso...Praticamente il vostro cane potrebbe diventare una borsa trendy, super sostenibile e cruelty free. L'idea è di una veterinaria e fashion designer brasiliana, Doris N. Carvalho, che ha unito le sue due passioni: la moda e gli animali. La sua linea si chiama Fur you by Doris e le sue pochette sono fatte di pelo di cane! Perchè buttare via tutto quel pelo che il vostro cane perde mentre lo spazzolate? Vendetelo a Doris. Lei lo pulisce, lo sterilizza e, tramite una delicata procedura, lo trasforma in un filato simile alla lana. Ogni borsa sarà personalizzata sul gusto della persona e il ricavato della sua linea andrà a favore della Humane Society che da sempre si batte per i cani randagi. Doris ha avviato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Kickstarter per realizzare questa linea e finora ha raccolto solo 350 dollari dei 15 mila che le servono. Evidentemente non sono l'unica a cui questa idea proprio non piace...

Courtesy of Fur you by Doris

lunedì 17 novembre 2014

LUV SEAT: il sedile dell'aereo diventa borsa

Dagli aerei arrivano nuovi materiali per borse eco chic. Dopo avervi parlato delle uniformi delle hostess della KLM riutilizzate per fare borse, ecco che dagli Stati Uniti arriva l'idea di un'azienda specializzata nel riciclo di materiale tessile. Questa volta ad essere riciclata in modo creativo è la pelle dei sedili della compagnia aerea Southwest Airlines. Circa 17 ettari di pelle usata per fare borse, borsoni e zaini. Looptworks, questo il nome dell'azienda situata a Portland, ha avviato una partnership con la compagnia aerea che stava sostituendo circa 80 mila sedili con materiale piu' leggero e sostenibile, e ha creato una linea sotto il marchio LUV. 


Looptworks stima che il riciclo della pelle ha permesso di risparmiare più di 4.000 galloni (circa 15 metri cubi) di acqua per borsa e ha ridotto le emissioni di carbonio del 72 per cento. 

domenica 9 novembre 2014

Come fare il libro-borsa (VIDEO)

Uno dei post di maggior successo di questo blog è stato quello dedicato ad una borsetta a forma di libro che avevo trovato sul sito e-commerce Etsy. Se ve lo siete perso potete leggerlo qui. La borsa in questione costava 89 dollari, forse un prezzo un po' alto, e allora ho cercato su YouTube un tutorial che realizzasse proprio una borsetta simile. E l'ho trovato. E' in inglese, ma i passaggi su come realizzarla sono molto chiari. Spero vi piaccia! E se vi cimentate in questo progetto, mandatemi le vostre foto!


venerdì 26 luglio 2013

Brandina: il mare dentro la tua borsa


In questi giorni di caldo estivo ci vogliono post freschi, che solo leggendoli ci facciano sentire un po' di aria di mare, nonostante siamo inchiodati alla nostra scrivania. Questo è uno di quei post perchè vi voglio parlare delle borse Brandina-The Original


martedì 23 luglio 2013

Top 5 hotel più "riciclati" d'Europa

Il riciclo ormai è diventato moda, design e stile di vita. Finora ho dedicato questo blog alle borse realizzate con materiali di riciclo, ma chi mi segue anche sulla pagina Facebook sa che mi interesso del riciclo in tutte le sue forme. E allora anche il blog cresce e, tra una borsa e l'altra, si parla anche dei tanti modi coi quali si può riciclare qualsiasi cosa. Iniziamo subito con questo post dedicato alle vacanze: se siete ancora indecisi su dove andare, lasciate che la vostra anima green vi guidi verso uno di questi hotel. Tutti, ovviamente, super-riciclati! Ecco la top 5 degli hotel più eco chic d'Europa.

You don't know yet where to go on holidays this summer or you found the place but not the hotel? Here are the top 5 of european green hotels, all upcycled!

AL 5° POSTO / NUMBER 5 :

Partiamo dall'Austria dove dei tubi di drenaggio di cemento sono stati trasformati in un vero e proprio hotel. Si chiama Das Park Hotel e si trova vicino alla cittadina di Essen, sulla riva del Danubio. Come potete vedere dalle foto, i tubi di cemento sono stati trasformati in piccole ed essenziali camere con oblò. Certo, non proprio adatto a chi soffre di claustrofobia! Il costo? Sul sito si legge che usano il sistema "pay as you wish": si paga quanto ci si può permettere o quanto si pensa possa valere la notte in un hotel così originale come questo.

We start from Austria where some drainage pipes of cement have been transformed into a real hotel, the Das Park Hotel. There are no fixed prices, the rule is "pay as you wish". Nice, but a little bit claustrophobic!  

AL 4° POSTO /NUMBER 4:


Dall'esterno sembra un hotel come tanti altri, in realtà il Travelodge (a Uxbridge, Londra) è stato costruito con 86 diversi container, risparmiando in questo modo tempo, soldi e materiale. 

It may looks like any other hotel, but Travelodge in London was built from 86 different shipping containers, saving considerable money, time and materials.  

Dopo il salto, il podio!


martedì 16 luglio 2013

Denim bag, la borsa coi jeans: ecco come fare (VIDEO)

Chriselle Lim
Ho avuto l'ispirazione per questo post mentre andavo a spasso per uno dei tanti patrimoni dell'Unesco che si trovano in Italia: il centro storico di San Gimignano, in provincia di Siena. Nelle vie di questo bellissimo paese si trovano tantissimi negozietti che vendono borse di ogni tipo, la maggior parte in pelle, ovviamente ad uso e consumo dei numerosi turisti americani e giapponesi che ogni giorno la visitano. Un negozio, però, vendeva borse ricavate dalla parte alta dei jeans: ho pensato quindi di dedicare questo post a chi ha un po' di manualità, tempo e voglia di trasformare un vecchio paio di jeans in una borsa eco-chic. Mi sono messa subito alla ricerca di un tutorial che fosse non troppo lungo, fatto bene, ma soprattutto il cui risultato mi piacesse davvero. E allora ho trovato quello della fashion blogger, nonchè consulente di moda, Chriselle Lim (nella foto in alto). The Chriselle Factor è il nome del suo blog, con un canale You Tube seguito da quasi 350 mila fan. E' dunque una delle esperte di moda più influenti. Spero che il video vi piaccia e vi sia di ispirazione per una borsa diversa da tutte le altre!

I dedicate this post to those who like handcraft and wish to make an eco-chic bag out of an old pair of denim. I found a well done tutorial of the fashion blogger Chriselle Lim. The Chriselle Factor is her blog, she's a YouTuber with a channel followed by almost 350,000 fans and she's a fashion influencer. I hope you like the video and that it will inspire you for a trendy eco-chic bag!




mercoledì 19 giugno 2013

La Borsa delle Interviste: Le Borse della Rosa dei Venti


Torna il nostro spazio dedicato alle interviste per conoscere meglio i brand di borse realizzate con materiali di riciclo e visto che finalmente è scoppiata l'estate e che tutti vorremmo partire su una barca a vela alla volta di mari sconosciuti, oggi parliamo di borse realizzate proprio con le vele delle navi e degli antichi velieri. Si tratta del marchio Le Borse della Rosa dei Venti. Per l'occasione ospito Antonella Marsili, una delle ideatrici di queste originali borse, tutte pezzo unico!

DA DOVE NASCE L'IDEA DELLE BORSE DELLA ROSA DEI VENTI?

Ho lavorato nel mondo della moda appena finita l'Università, è sempre stato il mio desiderio, e durante il mio lavoro ho sviluppato una passione per gli accessori ritenendoli i protagonisti assoluti degli oufit di ogni donna. 
Un mio caro amico ha una veleria e vedendo tutto il materiale che veniva "smaltito" ho pensato di creare con quel materiale borse fashion da usare ogni giorno, non borse sportive ma eleganti e pratiche. 
Due anni fa è partito il progetto con i primi 4 modelli che richiamano le vecchie borse di culto di ogni donna ma riviste nei volumi e nelle caratteristiche.
Le borse hanno i nomi dei venti proprio per richiamare la loro provenienza. 
QUALI TELE VENGONO USATE PER LE BORSE E QUALI CARATTERISTICHE HA OGNUNA DI QUESTE TELE?

Le vele utilizzate per le nostre borse sono il DACRON e la TELA OLONA.
Il DACRON rappresenta la vela moderna che viene utilizzata oggi. E' un materiale impermeabile e resitente.
E poi c'è la TELA OLONA, una vela antica (veniva addirittura usata per la copertura dei carri in antichità) ed è la vela originale della Amerigo Vespucci, la nostra nave scuola, a oggi unico veliero che mantiene questa tela come vela. E' una tela in materiale naturale, canapa e lino, spessa e resistente. Il mio socio ha avuto questa tela in permuta per lavori effettuati alla Marina Militare e al momento non ci sono altre borse realizzate in questo materiale di grandissimo fascino.  


QUALE TIPO DI LAVORO C'E' DIETRO A QUESTE BORSE?

Ogni borsa viene disegnata e studiata minuziosamente. E dopo una attenta ricerca degli accessori (chiusure, cerniere etc) e della pelle (rigorosamente conciata in Italia e con tintura vegetale) viene cucita dalle sapienti mani di artigiani toscani,a mano una per una. Questo fa di ogni borsa un pezzo unico diverso da tutte le altre.

QUALI MODELLI PROPONETE PER QUEST'ESTATE? 

Quest'estate proponiamo il colore, tutti i nostri modelli, attualmente sette, sono realizzati con pelle colorata e precisamente nei colori: giallo, fuxia, viola, rosso,verde militare e camouflage. 


DOVE SI POSSONO COMPRARE? 

Si possono comperare sul sito oppure nei negozi: Pierfrancesca a Viareggio, Queen a Firenze, Art'in banchi a Rio Maggiore, La contessa del Bengala a Carrara, Francesca m a Napoli, Angolo 54 ad Ancona, I cento fiori a Milano, Mai dire mai a Marina di Carrara.

Ringrazio Antonella Marsili per la sua disponibilità e vi segnalo che Le Borse della Rosa dei Venti le potete vedere anche al WHITE MILANO in Via Tortona 27, dal 22 al 24 giugno. 

giovedì 14 marzo 2013

Come fare una borsa da un maglione (VIDEO)

Sul calendario manca una settimana alla primavera, anche se a Milano negli ultimi giorni sembra tornato l'inverno. Per tutte quelle che in concomitanza con l'arrivo della bella stagione prevedono un immediato cambio degli armadi, vorrei proporre un'idea per riciclare qualche maglione che quest'inverno è rimasto sepolto nel cassetto e mai indossato. Ho trovato su youtube un tutorial facile facile per realizzare una borsa proprio dal maglione che non usiamo più. Spero vi piaccia!


venerdì 8 marzo 2013

KLM: dall'uniforme delle hostess alla borsa eco-chic

"Abbiamo calcolato che il riutilizzo di 11mila uniformi, corrispondenti a 90 tonnellate di tessuto, permette il risparmio di 500 milioni di litri di acqua e 4.600 tonnellate di CO2 in meno". Queste le parole di Olaf Hoftijzer, direttore commerciale di Air France KLM, in merito ad un progetto molto particolare, partito nel 2010, che prevede il riciclo delle uniformi del personale di bordo e di terra di Air France KLM.
Grazie alla collaborazione di aziende tessili e società olandesi specializzate nel riciclo di materiali provenienti da capi d’abbigliamento, le uniformi, dopo essere state trattate, si trasformano in sciarpe e altri prodotti tra cui borse. Infatti, insieme a Omar Mounie, eco-chic designer di Hilary Clinton, le divise dismesse sono state utilizzate per creare borse da donna o etichette bagaglio da reimmettere sul mercato. Il prezzo? Non è certo dei più accessibili, almeno per le mie tasche. :-)
Air France non è nuova a progetti ambientali: nel 2009, infatti, sono iniziate le sperimentazioni di biocarburanti sui voli di linea, poi diventati una realtà nel 2011, quando sulla rotta tra Amsterdam e Parigi sono iniziati collegamenti regolari operati da velivoli KLM alimentati a biofuel, composti da carburante normale miscelato con oli da cucina esausti.

lunedì 5 novembre 2012

Abteil: dalla borsa dell'acqua calda... alla borsa riciclata


Con l'arrivo dei primi freddi abbiamo tolto dalla naftalina maglioni, coperte e tutto ciò che può imprigionare calore prezioso. Senza dimenticare, ovviamente, la borsa dell'acqua calda (detta anche boule). Un oggetto indispensabile anche per Abteil, azienda tedesca produttrice di borse con materiale riciclato di vario genere, che ha pensato bene di riutilizzare quelle in dotazione all'esercito tedesco per confezionare una borsa che vi terrà al riparo dalle rigide temperature invernali!

lunedì 29 ottobre 2012

Come creare una borsa fatta di cravatte (VIDEO)

Di materiali per creare borse riciclate ce ne sono tanti, come avete avuto modo di scoprirlo in questi mesi su questo blog. Nel videotutorial che vi presento in questo post viene utilizzato  un capo d'abbigliamento insolito per creare una borsa: la cravatta. Il risultato, credetemi, è davvero originale ed interessante. 
Buona visione!

 

giovedì 5 luglio 2012

Obi Bag e il riuso di preziosi tessuti vintage giapponesi

Qualche tempo fa sulla pagina Facebook de La Borsa del Riciclo ho pubblicato un video di youtube riguardante il Furoshiki: un semplice quadrato di stoffa col quale si può creare una borsa dai mille usi tutta giapponese. E sempre in Giappone voglio restare perchè vi voglio parlare delle OBI BAG,realizzate dal giovane brand di food lifestyle Altriluoghi. Sono borse che ridanno vita a preziosi tessuti vintage giapponesi: i FUKURO OBI, la cintura del kimono indossata solo nelle occasioni più importanti. Realizzati per secoli secondo tecniche tradizionali e decorati a mano, spesso con l'impiego di filo d'oro e d'argento, gli OBI vanno lentamente scomparendo con una produzione sempre più scarsa e l'impiego di materiali meno pregiati. Scovati dalla designer Miss Moony Midnite, da sempre affascinata dalla cultura giapponese, sono stati reimpiegati per realizzare queste preziosissime borse.
Le Obi bag nascono per recuperare queste tradizioni e dare loro nuova vita sotto forma di una borsa dalle caratteristiche uniche così come la foggia: non esistono infatti due Obi uguali, perciò le borse sono pezzi unici uno diverso dall'altro. In più la lavorazione è pressoché tutta manuale. La loro realizzazione avviene esclusivamente in Italia.




martedì 3 luglio 2012

La Borsa delle Interviste: PelleVino, le vinacce come tintura naturale

I materiali di riciclo non servono solo per realizzare borse, ma anche per tingerle. Piel y Vino, o PelleVino, è un marchio che nasce dalla geniale intuizione di Tommaso Cecchi de' Rossi: le vinacce, ovvero gli scarti della vinificazione, possono essere utilizzate per tingere borse. Mi sono subito incuriosita e ho raggiunto Tommaso via mail per un'intervista che potete leggere qui di seguito.

Ciao Tommaso e benvenuto su La Borsa del Riciclo. La tua azienda, PIEL Y VINO, realizza borse, accessori, maglieria in pelle e cuoio trattati e colorati con gli scarti della vinificazione, le vinacce. Ci racconti come sei arrivato a scoprire che le vinacce potevano essere usate come colorante per borse?

Tutta l'azienda, e quindi tutti i trattamenti, nascono da un vero e proprio serendipity, quelle scoperte impreviste che si fanno mentre si mira a qualcos’altro. Circa cinque anni fa lavoravo nella cantina dell’azienda agricola di famiglia. Un giorno lasciai una borsa di pelle, una vacchetta conciata al vegetale, vicino alla pigia-diraspatrice (la macchina che separa i raspi dagli acini dell’uva), all’improvviso un tubo a pressione della macchina si staccò e lo schizzo colpì la borsa formando delle macchie indelebili dalle tinte rosse inconsuete e dal profumo di vino.
Questo episodio mi fece accendere la lampadina: perché non utilizzare sistematicamente i sottoprodotti della vinificazione per colorare la pelle?

 
Le vinacce di quali vini utilizzi?

Fino adesso ho utilizzato vini della mia terra, la Toscana, quali Trebbiano, Malvasia e Vermentino. Attualmente, però, sto sperimentando i cromatismi di San Giovese e Colorino.

Le tinture sono diverse a seconda del tipo di uva utilizzata? Cos'altro le differenzia?

Si possono utilizzare tutti i tipi di vini sia bianchi che rossi; le quali uve, a seconda delle condizioni climatiche e dal territorio in cui vengono coltivate, creano diverse scale cromatiche, per la caratteristica di essere più o meno acide, alcoliche e tanniche.
Miscelati ai suddetti vini gli estratti naturali in proporzioni diverse creano colori vivi, ossia che si evolvono nel tempo, come tutto in natura.


In parole semplici ci puoi spiegare come avviene il procedimento di colorazione con le vinacce?

Non tutto si può svelare….!Posso dirti che è un metodo industrializzabile, che si avvale di un'azione meccanica ed è totalmente a freddo.


Ci puoi parlare delle collezioni che hai realizzato? 

Il mood delle mie collezioni è la semplicità e la praticità abbinata all'innovazione. Ogni anno cerco di creare un nuovo concetto prendendo ispirazione da tutto ciò che mi circonda.

E' vero che stai esplorando la tintura naturale con estratti da sostanze come la curcuma, il sandalo e gli spinaci?

Confermo. Questo tipo di tintura, "PelleVino Treatment", è stato brevettato da me nel 2008 e lo sto utilizzando per le mie collezioni già dalla prima stagione. Grazie alla ricerca sono riuscito ad ottenere una gamma colori completa che possono essere utilizzati su pelle, carta e tessuti.


Dove si possono comprare le borse e gli accessori PelleVino?

Gli accessori e le borse "Cecchi de' Rossi" sono presenti in svariati negozi in tutto il mondo, come Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Danimarca, Austria, Svizzera, Israele, Libano, Australia, etc….
Per quanto riguarda l'Italia sono a Milano e Salò con "Dada", a Torino con "Via Carlo Alberto", a Firenze con "A piedi nudi nel parco", a Roma con "Lou Lou" e ad Udine con "Boutique Prevedello".

Grazie a Tommaso Cecchi de' Rossi per il tempo dedicatomi, spero di averlo di nuovo come ospite :-)

lunedì 23 aprile 2012

"Out of the bag": le Freitag in mostra a Zurigo

Il colpo di fulmine con le eco-bag l'ho avuto qualche anno fa grazie alle Freitag, le famose borse svizzere realizzate con i teloni dei camion. Il brand è stato fondato nel 1993 dai due fratelli Freitag (qui nella foto a sinistra), Markus e Daniel, e qualche settimana fa ha aperto a Zurigo la mostra "Out of the bag" proprio per celebrare i primi dieci anni di Freitag. Allestita al Museo del Design, l'esibizione, aperta fino al 29 di luglio, ripercorre e celebra la storia di questo marchio diventato ormai celebre in tutto il mondo, che nel 2011 ha venduto ben 300 mila pezzi nei 9 flagship store e che trovate anche al MoMA di New York.
Out of the bag vuole andare oltre il semplice accessorio borsa e dare uno sguardo al dietro le quinte: manifattura, organizzazione, marketing e business. Sono stati studiati tutti quegli elementi che hanno reso celebri queste eco-fashion bag, grazie all'aiuto di Daniel e Markus Freitag che hanno frugato nell'archivio e nella cantina del brand per offrire tutto il materiale possibile per questa celebrazione. Spero di riuscire a vedere la mostra e dedicarle un pezzo. Nel frattempo, dopo il salto, potete curiosare tra le foto dell'originalissimo negozio Freitag di Zurigo e delle mie due Freitag.


lunedì 16 aprile 2012

Ho fatto la cosa giusta: La Tilde e Kevlove!


Due settimane fa a Milano c'è stata la nona edizione di "Fa' la cosa giusta!",  un importante evento dedicato al consumo critico e agli stili di vita sostenibili. Come mia abitudine ho fatto un salto, concentrando la mia attenzione soprattutto sul padiglione dedicato alla moda critica. La fiera è stata organizzata dall'associazione Terre di Mezzo, la stessa che organizza So Critical So Fashion (ne ho parlato qui). Ovviamente ero in cerca di borse fatte con materiali di riciclo un po' particolari e le mie aspettative non sono andate deluse perchè tra gli espositori, oltre a Garbage Lab e a Mnmur (marchio torinese che produce borse con camere d'aria), ho fatto due piacevoli scoperte (e acquisti!): La Tilde e Kevlove.

lunedì 30 gennaio 2012

Reversible: le borse fatte col linoleum

Curando questo blog sono sempre alla ricerca di borse particolari, originali, fatte con i materiali più svariati. Ormai le borse prodotte con i teloni in pvc risultano scontate, quasi banali, se confrontate con quelle di cui voglio parlarvi in questo post. Reversible è un brand francese che dal 2006 crea borse con pvc riciclato, ma adesso i due designer fondatori dell'azienda (Marie e Jean Marc Imberton) hanno deciso che anche un pavimento può diventare una borsa! Grazie alla collaborazione con Gerflor, marchio che produce pavimenti di linoleum, hanno deciso di riutilizzare creativamente perfino gli scarti nella produzione di questo materiale d'arredamento. Il risultato sono le borse che vedete nella foto qui sopra: il formato è "messenger", hanno inciso "bag" sulla chiusura e sembrano fatte di parquet. Il prezzo varia dai 77 agli 86 euro. Il catalogo è arrichito anche da cartelle più professionali (nella foto qui sotto), borse più classiche, porta tablet e cellulare, pochette, tende, pouf.

Cosa ne pensate? Vi piacciono?A me non dispiacerebbe avere una messenger!


martedì 17 gennaio 2012

Platie's: anche le borse hanno una targa

Oggi andiamo in Sudafrica per parlare di alcune borse molto particolari. Il marchio si chiama Platie's e produce borse fatte con vere e proprie targhe automobilistiche provenienti dalle diverse province del Sudafrica, insieme a cinture di sicurezza e pezzi di camere d'aria. Tutto iniziò con una scommessa che il designer austriaco Peter Kronig, da anni residente nello stato africano, fece con il suo vicino di casa. Venne sfidato a realizzare un prodotto con una cintura di sicurezza, uno pneumatico e una targa d'auto: sono nate così le borse Platie's che, come molti prodotti sviluppati e realizzati in zone in difficoltà economiche, aiutano la popolazione locale ad avere un lavoro dignitoso. L'azienda segue infatti i principi del commercio etico (Fair Trade) assicurando salari equi ai propri lavoratori e condizioni di lavoro rispettose della dignità ed altri benefici destinati a migliorare la qualità della vita dei lavoratori e delle loro famiglie.


Le borse sono fatte con targhe che una volta erano montate su veicoli sudafricani, meticolosamente pulite e disinfettate, e la sede di questa piccola azienda si trova proprio di fianco alla casa di Kronig, a Cape Town. I modelli sono quattro (date un occhio allo shop): Halfmoon (nella foto qui sopra) per le occasioni più trendy, Sling in due misure (small o medium), Book Bag (nella foto sotto) per tutti i giorni e Explorer per laptops e gli oggetti più grandi.



giovedì 12 gennaio 2012

La Borsa delle Interviste: Saisei, dalle tende militari alle borse


Dopo un mese di pausa, la Borsa del Riciclo ritorna e inaugura il 2012 con un nuovo appuntamento de La borsa delle Interviste. Questa volta parliamo di materiali militari, come le tende da campo che spesso dopo l'uso sono abbandonate e mai più utilizzate, e di un marchio tutto italiano, per la precisione di Bologna, ma con un nome tutto giapponese, Saisei. Il brand è nato dalla passione di due giovani designer, Giorgia Palmirani e Fabrizia Bergonzoni, per i vecchi tessuti e per i materiali di recupero. Insieme vanno alla caccia di materiali poveri a cui dare nuova vita. Ho raggiunto Giorgia per un' intervista per capirne di più sui materiali usati e sulla collezione primavera/estate 2012. Buona lettura!

Vorrei partire dall'origine del nome di questo brand, Saisei, perchè racchiude la filosofia che c'è dietro il marchio. Che cosa significa Saisei ?

Saisei in giapponese significa rinascita/ recupero e mi sembrava il nome piu’ appropriato da dare alla mia linea di borse perche’ e’ proprio su questo principio che si basa la filosofia del marchio:
Recupero di materiali militari, tende da campo utilizzate dall’esercito e consumate dalla storia, dimenticate in capannoni stipati di materiali inutilizzati. 
Rinascita perche’ vengono rigenerati, lavati e trattati. Mi piace pensare che tornino a vivere mantenendo fieramente i segni del tempo ma con una destinazione completamente diversa.


Quali materiali usate per le vostre creazioni?

I tessuti militari vengono utilizzati per l’esterno, mentre l’interno e’ scelto in netto contrasto: colori sgargianti, disegni floreali, scene bucoliche, damaschi e tutto quello che trovo nei magazzini e nei mercatini.


lunedì 12 dicembre 2011

Avete fatto l'albero-borsa?

Questo weekend ho fatto l'albero di Natale, il solito da anni: la mia anima eco-sensibile non mi permette di comprare alberi finti nuovi. Quello che ho è un po' sgangherato, ma va bene lo stesso. In compenso potrei fare un pensierino su questa Ideas che vedete qui a lato. Vista così sembra una normalissima borsa, certo un po' particolare, ma comunque una borsa, e, invece, le cose non sono mai quello che sembrano. Perchè si tratta di una "borsa-albero": in poche mosse (come potete notare qui sotto) si trasforma in un vero e proprio albero di Natale da appendere e decorare con materiale riciclato, ovviamente. E' realizzata con teloni di pvc riciclati, come tutte le borse di Ideas, ed è composta da tre tasche sovrapposte separabili. Il segreto per trasformarla in albero? Le due pochette nascoste nell'interno che si trasformano in tronco e punta. E i decori? Armatevi di forbici e ritagliate i pezzi di pvc colorato in dotazione della forma che più vi piace e applicateli sulla borsa con il nastro adesivo di carta. Buon Natale Sostenibile!

 


Piove? Apriamo una borsa!


No, non mi prendete per pazza. Quando piove non bisogna più aprire un ombrello ma una borsa. Oggi a Milano piove e navigando in cerca di notizie curiose ho fatto una bella scoperta. La stilista new yorkese Catherine Edouard Charlot, nata ad Haiti, ha creato una linea eco-friendly di abbigliamento ed accessori, tra i quali anche borse, fatti con il materiale recuperato dai vecchi ombrelli, una materia che si trova abbondantemente per le strade di New York dopo i giorni di pioggia. Il suo brand si chiama Himane (questo è il suo blog) e la produzione avviene tutta a Brooklyn: più km 0 di così! Lei ha studiato a Verona e il 10% dei proventi delle sue creazioni serve per finanziare un fondo per la creazione di una scuola di moda e design ad Haiti. Catherine non voleva che i tessuti per le sue creazioni arrivassero da paesi lontani inquinando ulteriormente l'ambiente a causa dei viaggi di trasporto oppure che provenissero da processi produttivi inquinanti o, peggio ancora, che sfruttassero il lavoro minorile. Da questi prinicipi l'idea, che trovo geniale, di usare il tessuto di ombrelli mezzi rotti per farne delle borse, così quando piove sono anche impermeabili. Quindi, a cosa serve l'ombrello?